Sara's profileSara®PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
STORIA DI VITA |
||||||||||||||||
Dietro le giostre che girano non ci sono lune da
dimenticare diceva qualcuno e di certo un altro cigno se
ne andava a morire in chissà quale teatro e non è
importante che fosse la scala o una rampa in sola salita
fino all’ultimo piano del mondo no, non è importante se
si contano solo i salti da staccionata su un braccio solo
mentre una rondine dispera primavere tergiversando su
come sia incrinato il cielo di oggi e di questi alberi che se
nestanno dritti-dritti sul palcoscenico dei filari a destra e
manca della mia schiena rotta tacendomi delle ore
appisolate sotto mille anni di corteccia :::nell’attesa che
un vento e non importa quale::: sradichi la noia da questi
occhi che versano e versano e (…)
versano

La parola Halloween ha origini cattoliche. Nella tradizione Cattolica, infatti, a molti Santi viene dedicato un giorno particolare del calendario Cattolico, ma il 1°novembre è il giorno nel quale vengono festeggiati tutti i Santi. Il giorno dedicato ad "Ogni Santi" (in inglese All Saints'Day) aveva una denominazione antica: All Hallows'Day.
Presso i popoli dell'antichità la celebrazione di "Ogni Santi" iniziava al tramonto del 31 ottobre e pertanto la sera precedente al 1° Novembre era chiamata "All Hallows' Eve"(Even significa sera) che venne abbreviato in Hallows'Even, poi in Hallow-e'en ed infine in Halloween.
La celebrazione di Halloween tuttavia ha origini pagane molto più remote e pone le sue radici nella civiltà Celtica. Infatti gli antichi Celti che abitavano in Gran Bretagna, Irlanda e Francia festeggiano l'inizio del Nuovo Anno il 1°Novembre: giorno in cui si celebrava la fine della "stagione calda" e l'inizio della "stagione delle tenebre e del freddo".
La notte tra il 31 ottobre e il 1° Novembre era il momento più solenne di tutto l'anno druidico e rappresentava per i Celti la più importante celebrazione del loro calendario ed era chiamata la notte notte di Samhain. Tutte le leggende più importanti in cui si narrano cicli epici, antiche saghe, grandi battaglie e si racconta di re e eroi, si svolgevano nella notte di Samhain. Molte di queste leggende riguardavano la fertilità della Terra e il superamento cosmico, terrore e panico l'inizio del regno semestrale del Dio delle Tenebre: Samhain (Samain, Samhuin). In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell'anno o fosse una divinità. Per i Celti, che erano un popolo dedito all'agricoltura e alla pastorizia, la riccorenza che segnava la fine dei raccolti e l'inizio dell'inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita cambiava radicalmente: i greggi venivano riportati giù dai verdi pascoli estivi, e le persone si chiudevano nelle loro case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali passando il tempo a raccontare storie e a fare lavori di artigianato.
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) Samhain, Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a sè tutti gli SPIRITI DEI MORTI e temevano che in tale giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi. I Celti infatti credevano che i morti resiedessero in una landa di eterna giovinezza e felictà chiamata Tir nan Oge e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate nelle collinette di cui il territorio scozzese ed irlandese è contornato.
Una leggenda riferisce che tutte le persone morte l'anno precedente tornassero sulla terra la notte del 31 ottobre, in cerca di nuovi corpi da possedere per l'anno prossimo venturo, Così nei villaggi veniva spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornavi. Questo rito consisteva nello spegnere il Fuoco Sacro sull'altare e riaccendere il Nuovo Fuoco (che
simboleggava l'arrivo del Nuovo Anno) il mattino seguente. I Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un'oscura foresta di querce (albero considerato scaro) per accendere il Nuovo Fuoco e offrire sacrifici di sementi e animali. Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio tra la stagione solare e la stagione delle tenebre. Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico.
Spegnere il fuoco simboleggiava che la metà oscura dell'anno (quindi la morte) stava sopraggiungendo mentre l'atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita, dando così a questo rito la rappresentazione ciclica del tempo.
L'usanza moderna di traverstirsi nel giorno di Halloween, nasce dalla tradizione che i Celti avevano, dopo il rito dei sacrifici nella notte del 31 Ottobre, di festeggiare per 3 giorni mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per esorcizzare e spaventare gli spiriti. Vestiti con queste maschere grottesche ritornavano al villaggio illuminando il loro cammino con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui erano poste le braci del Fuoco Sacro. In Scozia la notte di Samhain le persone seppellivano pietre nella terra che venivano ricoperte di cenere e vi venivano lasciate sino al mattino successivo. Se al mattino una pietra era stata smossa, significava che la persona che l'aveva seppelita sarebbe morta entro la fine dell'anno.
Nella tradizione celtica non esistono nè diavoli, nè demoni, tuttavia le Fate erano spesso considerate ostili e pericolose dagli uomini che erano risentiti del dover condividere con loro le proprie terre. Le leggende narrano che nella notte di Samihain le Fate sono solite fare alcuni "SCHERZETTI" agli umani, portandoli a perdersi nelle "colline delle Fate" dove rimanevano intrappolati per sempre. I Celti quindi, per guadagnarsi il favore delle Fate erano soliti offrire del cibo o latte che veniva lasciato sui gradini delle loro case.
Un'altra origine del detto "TRICK OR TREAT si fa risalire quando i primi cristiani, in cammino da un villaggio all'altro, elemosinavano per un pezzo di "dolce dell'anima", che altro non era se non un pezzo di pane. Più "dolci dell'anima" una persona riceveva, più preghiere questa persona prometteva di recitare per i defunti della famiglia che aveva a lui donato il pane. Infatti a
quei tempi si credevache i defunti potessero giungere al Paradiso non solo attraverso la preghiera dei propri cari, ma anche degli sconosciuti.
E' proprio da queste leggende che ha origine il famoso gioco del " TRICK o TREAT" (Scherzetto o dolcetto) nella quale i bambini travestiti con maschere e costumi "mostruosi e terrificanti" vanno di casa in casa, chiedendo dolcetti o qualche moneta. Se non ricevano niente, possono giocare un brutto scherzo ai proprietari di quella casa, come svuotare la pattumiera nel giardino o attacare lattine vuote al tubo di scappamento dell'auto.
Quanto durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna vennero a contatto con queste celebrazioni. Anch'essi intorno al 1° Novembre onoravano Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festività venivano offerti frutti (sopratutto mele) alla divinità per propiziare la ferilità futura. Con il passare dei secoli il culto di Samhain e di Pomona si unificarono, e l'usanza dei sacrifici fu abbandonata, lasciando al suo posto l'offerta di effigi da bruciare e l'usanza di mascherarsi da fantasmi e streghe, divenne parte del cerimoniale. Malgrado l'avvento del Cristianesimo queste tradizioni erano molto radicate nella popolazione e pur essendovi molte persone convertite alla Chiesa cattolica, l'antico rito celtico-romano rimase.
Dal Web
|
|
||

Dopo un periodo di intesa, i due uomini entrarono in lotta tra di loro, anche a causa della passione di Antonio per Cleopatra e per l'Oriente e il mondo ellenistico (Alessandria, tra l'altro, era allora una città più sviluppata di Roma, anche in campo culturale). Il sogno di Antonio e Cleopatra di fondare un grande impero orientale svanì con la sconfitta da loro subita nella battaglia navale di Azio. Entrambi i due amanti riuscirono a rifugiarsi in Egitto, ma, a seguito dell'incalzare di Ottaviano, finirono per suicidarsi, prima Antonio (in modo pusillanime e quasi indegno del grande guerriero che era stato) e poi Cleopatra (coraggiosamente e sontuosamente da vera ultima sovrana di uno dei paesi più importanti dell'antichità mediterranea).
Secondo Bradford, non é vero che Cleopatra tentò di sedurre anche Ottaviano (politico astuto e freddo, e sessualmente assai meno esuberante dei due bisessuali Cesare e Antonio) quando tutto non sembrava ancora perduto. Coraggiosa e astuta lo fu fino all'ultimo questo sì, quando - falliti gli ultimi tentativi di porre in salvo se stessa e i suoi figli - riuscì a sottrarsi con il suo celebre suicidio alla vergogna di essere portata a Roma come prigioniera. ; Questa regina macedone d'Egitto ; scrive Bradford, ; fu l'ultima che veramente contrastò la creazione di un ; Mediterraneo romano ; e la sua non fu la sfida di una Egiziana, bensì quella di una Greca civile che considerò i Romani come semibarbari. Se fosse riuscita nel suo intento, si sarebbe stabilita una monarchia greco-romana, il mondo romano avrebbe subito l'influenza dell'ellenismo e Alessandria, non Roma, sarebbe diventata la capitale di questo impero...Calunniata e diffamata dalla storia come donna scellerata, corrotta e capace di ogni perfidia... fu [invece] una donna di estremo coraggio e grandi capacità politiche.

Dal web
24 Agosto - 22 Settembre
![]()
Il segno della vergine simboleggia la riservatezza e il pudore dei sentimenti, che sono facilmente riscontrabili nei nativi del segno. Timidi, introversi, sono sempre alle prese con qualche complesso di inferiorità, più o meno mascherato, frutto della loro tendenza ad analizzarsi. Sono critici severi del proprio e altrui comportamento, convinti di poter risolvere con gli strumenti razionali anche quei problemi in cui un abbandono spontaneo agli impulsi del cuore sarebbe la soluzione più semplice. Le qualità del loro mercurio di terra, però, si fanno apprezzare in tutti i settori della vita pratica, oltre a fornirgli un'intelligenza che e' il loro punto di forza: l'efficienza con cui i verginiani si applicano al lavoro, la loro metodicità, l'abile programmazione di ogni iniziativa sono le armi del loro successo professionale. Rischiano di apparire un po' monotoni, troppo legati ai dettagli secondari, che curano spesso in modo quasi maniacale. Ma sono anche degli ansiosi, che solo ripetendo i loro ordinati rituali trovano sicurezza. Non hanno l'intraprendenza e l'aggressività necessarie per affrontare situazioni tese, ma con la loro dialettica sanno far valere le loro ragioni. Nella vita sentimentale lo spirito critico e la sensibilità nervosa non li favoriscono e possono dare l'impressione di aridità, di cui sono i primi a soffrire. Hanno bisogno di partner espansivi e vivaci, che li aiutano a liberarsi delle loro inibizioni.
Lei
L'intelligenza e' il suo punto di forza e dove può darne prova la donna vergine e' imbattibile. Nell'organizzare il lavoro o ménage domestico e nell'occuparsi di questioni pratiche il suo raziocinio compie veri capolavori di efficienza e tempestività. Rendesi utile e' lo scopo fondamentale della sua vita e spesso dimentica se stessa per soddisfare le esigenze altrui. Ma il suo altruismo e spesso sottovalutato o non compreso, perché all'esterno appaiono di solito certi lati meno accattivanti della sua personalità: il perfezionismo, il pudore eccessivo, la mancanza di calore nel mostrare i sentimenti. Non le e' facile lasciarsi andare, ammorbidire certe spigolosità del suo carattere che inibiscono l'incontro con l'altro sesso. Non e' una passionale e in amore cerca e offre sopratutto sicurezza, solidarietà, interessi comuni. Se però incontra un partner che sappia comprendere il suo bisogno di tenerezza e risvegliare la sua sessualità, allora e' una compagna fedele, impareggiabile come padrona di casa e madre, attenta e scrupolosa, sollecita nel riversare sui figli tutte le sue cure.


L'amicizia è un sentimento bellissimo, crescere insieme è come una spalla su cui poter piangere,
L'Albero degli amici
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano
per caso.
http://www.ginevra2000.it/Amici/
La storia egiziana può iniziare dall'età paleolitica, anche se è una storia fatta solo di ipotesi e di supposizioni. A quell'epoca la ballata del Nilo era molto diversa da come si presenta oggi: il fiume copriva pressoché tutta la regione e questo fatto, unito al clima che era certamente più umido di quello attuale, faceva si che uno sterminato acquitrino si estendesse fino al Delta. Il clima cominciò a mutare verso la fine del paleolitico, e con esso anche il Nilo modificò il suo corso, assumendo quello odierno. La lenta ma progressiva trasformazione in deserto delle zone limitrofe permise la concentrazione della vita umana proprio lungo le fertili rive del fiume. In epoca neolitica, il cui inizio è fatto risalire a circa 10.000 anni prima di Cristo, si potevano già contare due popolazioni ben distinte provenienti da altrettante zone diverse: un primo gruppo di razza africana, risalente dal centro dell'Africa, e un secondo di razza mediterranea, dal cuore dell'Africa. A queste due razze bisognerebbe aggiungerne una terza, quella che si crede proveniente dalla leggendaria Atlantide, e che avrebbe raggiunto la valle del Nilo passando per la Libia. Si formarono così due gruppi di civiltà: uno si fermò nel nord del paese, sul Delta e là formarono il primo agglomerato urbano, Merimda. L'altro gruppo si stabilì nel sud , con capoluogo a Tasa. Il popolo egiziano, dunque, si scisse in due già fin da questa remota epoca, e nonostante la successiva unificazione del paese, sopravvisse quell'impronta di divisione del territorio in "hesep": l'alto Egitto ne aveva 22, quello basso 20. Questa era l'alba della civiltà egiziana, quei tempi che gli egiziani avrebbero chiamato "i tempi del dio", quelli in cui sul trono d'Egitto sedeva il re Osiride. Questo regno terrestre del supremo dio egiziano ci è documentato da quel gruppo di testi che ci è pervenuto sotto il nome di testi delle piramidi. Osiride, secondo la leggenda, avrebbe fuso i due gruppi, ma l'unificazione non sarebbe stata di lunga durata: bisognerà giungere al 3200 a.C. ca. perché si possa parlare più propriamente di storia egiziana.

UNIONE FRA ALTO E BASSA EGITTO
La storia inizia con il re Narmer, che alcuni vogliono identificare nel mitico re Menes, a cui si deve la grande impresa dell'unione dei due regni, dopo la quale ebbe inizio la prima delle 31 dinastie che si avvicendarono sul trono egiziano fino al 332, anno della conquista di Alessandro Magno. "Un fracassatore di teste egli è........non risparmia": così si legge in un antica iscrizione a proposito del re Narner. E tale è infatti il tremendo atteggiamento in cui il re è ritratto nella celebre "stele di Narner", una tavoletta di ardesia, alta 74 cm, databile circa al 3100 a.C., e proveniente da Hierakonpolis, città considerata sacra nel regno preistorico dell'alto Egitto. Nella stele, che in realtà è una tavoletta da cosmetico, vediamo su una faccia il faraone che con una mano afferra i capelli del nemico già atterrato e con l'altra regge una clava. Il re, su questo lato della stele, porta in testa la corona conica dell'alto Egitto, mentre sull'altra faccia è raffigurato, davanti a numerosi nemici con le teste mozzate, con la corona del basso Egitto. Le corone, simbolo della regalità, erano infatti tre: quella bianca del nord, quella rossa del sud e quella doppia, composta dall'unione delle due precedenti, che simboleggiava il regno unificato, Allo stesso modo l'avvoltoio era il simbolo dell'alto Egitto e il cobra di quello del Basso.
http://www.webcity.it/AnticoEgitto/mappa.html
Le piramidi, a forma di una piramide geometrica con base quadrata o rettangola, nell'antico Egitto erano edifici funerari, destinate a contenere e proteggere la mummia, cioé il corpo del faraone fasciato e conservato con balsami, per garantirgli una vita ultraterrena.
All'interno della piramide, al centro, c'era la camera funeraria, dove veniva deposta la mummia del faraone: da essa si dipartivano due corridoi, oltre al corridoio d'ingresso, che dovevano servire per guidare l'anima del defunto verso determinate costellazioni.
Eccezionale è infatti la precisione con cui questi corridoi sono orientati astronomicamente, quello a nord verso la stella polare e quello a sud verso orione.
Ed è altrettanto eccezionale la tecnica costruttiva che denota un alto livello di ingegneria, tenuto conto dei modesti mezzi tecnici di quell'epoca: gli strumenti che adoperavano erano in pietra e i blocchi da costruzione, del peso di molte tonnellate, erano trascinati su scivoli e terrapieni, in tempi molto lunghi e con impiego di un elevatissimo numero di uomini e animali da tiro.
L'esempio più antico è rappresentato dalla piramide a sei gradoni del faraone Zoser a Saqqara, nei pressi della capitale Menfi.
La particolarità di questa struttura è la sovrapposizione di diversi ordini di pietre squadrate che si restringono man mano che si procede verso l'alto.
Uno sviluppo delle piramidi a gradoni lo si ha nelle tre piramidi di Giza, presso il Cairo, erette durante la IV dinastia, i cui dislivelli venivano riempiti e rivestiti con blocchi di tufo.
La più grande e la più famosa delle tre è la piramide del faraone Cheope, alta 137 metri e ogni lato alla base misura 230 metri, costruita con più di due milioni di blocchi di granito, ciascuno di un metro di lato e del peso di di dieci tonnellate.
Per la sepoltura non venivano utilizzate solo le piramidi, ma anche le mastabe, tombe a tetto piatto con pareti a scarpata.
Le mastabe erano riservate ai membri della famiglia reale, agli alti ufficiali, ai cortigiani e ai funzionari, e per la maggior parte erano dotate di pozzi perpendicolari che conducevano alla camera funeraria contenente la mummia e il corredo funerario.


Presso gli antichi egizi la scrittura geroglifica si diffuse a partire dal 3000 ca. a.C.
Clemente Alessandrino fu il primo che definì hyerogliphica "lettere sacre incise" quei segni incisi sui monumenti, i cui caratteri rappresentano oggetti facilmente riconoscibili.
Le iscrizioni egizie sono composte da due tipi di segni: ideogrammi e fonogrammi.
L'ideogramma richiama l'oggetto rappresentato mentre i fonogrammi rappresentano dei suoni e non hanno relazione con la parola che descrivono.
Già dal terzo millennio a.C. gli Egizi avevano inventato una scrittura corsiva che si adattava meglio per scrivere sul papiro. Questa scrittura, detta ieratica, veniva usata quasi esclusivamente per i testi religiosi.
La gente comune, il popolo, usava invece una scrittura più scorrevole e facile, denominata demotica.
La scrittura geroglifica però continuò a essere usata soprattutto per le iscrizioni incise sui monumenti anche per la sua funzione decorativa.
Come carta da scrivere veniva usato in questo periodo il papiro, composto da liste sottili sovrapposte e incrociate, che venivano ricavate dalla parte interna del fusto, tagliata longitudinalmente.
Le liste venivano poi bagnate, pressate e asciugate. Quindi venivano raschiate con conchiglie levigate. Infine i fogli di papiro ultimati, di lunghezza variabile tra i 15 e i 35 cm, venivano arrotolati, probabilmente in strisce lunghe anche 8 -10 metri.
L'Amore è vita, è passione, è sofferenza in solitudine,
è il sentimento per eccellenza nel dare senza ricevere.
L'Amore è nutrire
l'animo altrui con la dolcezza,dissetarlo con una carezza,
vestirlo di baci, a volte lavarlo con le nostre lacrime.
A volte il cuore piange
e se lo fa è solo perchè c'è tanto amore dentro di se,
non riesce a fingere,solo liberando queste goccie di rugiada
riuscirà a dissetare altri cuori aridi,sperando forse un giorno
in un nuovo germoglio.
dal web
Ti bacio ed entro nel tuo corpo,
toccando la tua anima e mi perdo.
Vedo, laggiù, una luce...ma è il tuo cuore!
Grazie, amore,mi sono ritrovata.
Immensamente Ti Amo
dal web
|
|